VIESTE: La Leggenda di Pizzomunno :)

Si racconta che al tempo in cui l’attuale città era solo un villaggio composto da sparute capanne ed abitato da pescatori vi vivesse un giovane alto e forte di nome Pizzomunno. Sempre nello stesso villaggio abitava anche una fanciulla di rara bellezza, con i lunghi capelli color del sole di nome Cristalda.

I due giovani si amavano di un amore sincero e senza tempo. Pizzomunno si recava ogni giorno sulla piccola spiaggia per andare in mare con la sua barca. Al largo, ammalianti sirene lo adoravano e intendevano sedurlo con i loro canti. L’uomo, fedele alla sua Cristalda, rifiutò più volte di divenire loro amante.

Le sirene, gelose ed indispettite, decisero di punire il giovane uomo trascinando la sua amata Cristalda nelle profondità del mare, in modo da sottrarla a lui per sempre.

Fu così che Pizzomunno fu pietrificato dal dolore e vide il suo corpo trasformarsi nel monolite che, ancora oggi, i visitatori di Vieste possono ammirare dalla piccola spiaggia che ne porta il nome.

La leggenda vuole che i due giovani amanti si diano appuntamento allo scadere dei cento anni per rivivere la loro passione nel breve tempo di una notte… 🙂

Nicola Santoro
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LUCIO DALLA e il GARGANO: Ascoltare il buio e vedere il silenzio – La notte di Dalla… se è notte come questa notte

Questa è una delle tante sere ai piedi del Gargano, a Foggia, come mille altre volte o a Manfredonia o Mattinata, benedetta dal sole e dalla luce che ti riempie gli occhi ma non li ferisce, ma anche a Monte Sant’Angelo tra il fresco delle rocce e il respiro degli ulivi, fra case medievali della bianca dignità del tempo e della memoria rinnovata tra il gotico romanico e longobardo che vuole dire soprattutto pugliese.

Pugliese dei miracoli, dei nomi e dei diavoli, del misticismo e della laica allegria del vento sempre complice e al servizio del pastore e dell’ulivo che suda il caldo dell’estate più bella, più blu di cielo e più bianca di luce che c’è. Io sono anni che vengo tra queste terre benedette e uniche, vengo perchè non so o perchè non ne posso fare a meno per quel misterioso gioco della memoria che analizza i ricordi, li trasporta nel presente, li rinnova e li cambia come fossero respiri dagli inizi secolari o che non si chiudono, non si concludono mai e che mantengono croccante il pane che hai tagliato venti anni prima o non seccano mai quel vasetto di olive che la tata preparava e che tu non hai mai avuto il tempo di aprire. Sono appena le ventidue che decido di passare all’azione; prendo la macchina e, come faccio ogni volta, salgo da Manfredonia verso Mattinata fino a Monte, vado a vedere il Silenzio.

E qui mi devo spiegare: appena passato il paese, prendendo la direzione San Giovanni Rotondo, si supera il bivio per Macchia e si imbocca il lungo rettilineo che porta al paese di Padre Pio, dopo un chilometro scarso, se è notte come questa notte e se il cielo è così pieno di stelle da doversi vergognare,ti trovi davanti a uno degli spettacoli più unici da vivere e più difficili da dimenticare. Lì puoi “ascoltare il buio evedere il silenzio”.

Credo di avere portato in questo posto decine di persone, tutti amici fidati e dopo essermi fatto promettere il totale mantenimento del segreto e la massima riservatezza e non prima di avere tranquillizzato i più suggestionabili, enfatizzando con parola giusta questo straordinario spettacolo, ho visto molti di loro piangere o altri addormentarsi alla luce brillica delle stelle e al più impetuoso silenzio mai ascoltato prima.

Ecco che cosa ha questa terra: è unica, è un ponte per entrare nella tua anima, per godersi spettacoli che non ci sono più o non sono mai esistiti, per sentirsi antropologo di se stesso,per giocare, esplorare, pregare, fare il bagno nel mare della storia o in quello salato tra i più puliti e meglio costeggiati che questo povero Adriatico ancora può permettersi, sperando che Dio, grande e unico profusore di dolci bellezze, ci conservi tutto questo per tanto, tanto tempo ancora. E cioè per sempre.

Per gentile concessione a Tuttogargano 2000
Tratto da Gargano News – Turismo 13/11/2007 – articolo di Gaetano BerthoudLucio Dalla e il Gargano

Baia dei Mergoli, Mattinata. Foto di Grzegorz Kozłowski

Baia dei Mergoli, Mattinata

Baia dei Mergoli, Mattinata. Foto di Grzegorz Kozłowski
Tra le spiagge più belle della Costa del Gargano, abbiamo lei: la Baia dei Mergoli presso Mattinata.
Protetta dalle scogliere questa baia è famosa per i due monoliti presenti in acqua.
Questi scogli possono essere raggiunti anche a  nuoto.
Baia del Mergoli: qui dove Madre Natura Vive 😉

Gargano, le Origini.

Il #Gargano , noto come lo “Sperone d’Italia”, è una penisola nella penisola italiana 😉
La sua origine è da associare a circa 70 milioni di anni fa in seguito ai fenomeni di sollevamento dei cretacei. Allora però la sua forma era più scoscesa e tozza al punto tale che la Pianura Padana, allora, occupava il bacino dell’adriatico fino quasi ad Ancona… questo periodo viene definito il “Periodo della “Glaciazione Wurm”.
L’attuale forma del Gargano è invece da associare agli ultimi 10,000 anni soprattutto per l’opera del trasporto fluviale.
Particolare caratteristica del “Garganus” (come veniva definito dal grande geografo greco Tolomeo, 200 anni dopo C ) è il diffuso carsismo, un processo di erosione che porta l’acqua con l’anidride carbonica a modellare il calcare creando così rocce, cavità, doline e scanalature nel terreno. Forse per questa ragione la costa gargano è uno dei patrimoni più splendidi e magnifici dell’Intera Italia 😉

Il Gargano.. qui dove Madre Natura abita! 🙂
Michela Colafrancesco

A bordo del GARGANO

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